Esenzione ticket sanitario: l’avv. Umberto Di Gioia racconta un caso

A Rosaria viene recapitata una raccomandata, per mezzo della quale l’ASL locale chiede il pagamento di una somma di danaro a titolo di partecipazione alle spese del c.d. “Servizio Sanitario Nazionale” : avrebbe indebitamente usufruito di farmaci, visite mediche specialistiche e esami strumentali. La paziente, destinataria della comunicazione, godeva già di una serie di esoneri personali legati ad una sua propria patologia. A questi però, per la specifica condizione economica e di anzianità del marito, poteva aggiungerne degli ulteriori.

LA VICENDA – Rosaria e Giovanni sono coniugi. Con loro vive il figlio Luigi. Il nucleo familiare è monoreddito, infatti, provvedono alle esigenze quotidiane con la sola pensione percepita dal padre e che ammonta a circa 11.000,00euro annui.

Nel corso dell’anno 2016 Giovanni presenta allo sportello abilitato istanza per godere del codice di esenzione E04. Tale beneficio prevede che i: “TITOLARI DI PENSIONE AL MINIMO, CON PIÙ DI 60 ANNI E LORO FAMILIARI A CARICO – CON REDDITO FAMILIARE INFERIORE A 8.263,31 EURO INCREMENTATO A 11.362,05 EURO IN PRESENZA DEL CONIUGE ED IN RAGIONE DI ULTERIORI 516,46 EURO PER OGNI FIGLIO A CARICO” possono godere di un’esenzione totale per visite mediche, esami clinici e farmaci a favore di ciascuno dei familiari conviventi.

L’ASL (Azienda Sanitaria Locale) con lettera raccomandata del 21.11.2019 (09.12.2019) richiede il pagamento della somma di 181,73euro quale quota di partecipazione alla spesa, a carico alla signora Rosaria, da versare al S.S.N. (Servizio Sanitario Nazionale) per prestazioni indebitamente usufruite, nell’anno 2016, in regime di esenzione (D.M. 11.12.2009).

Si tenga presente che la signora Rosaria è affetta da specifica patologia che le assicura una serie di “misure di favore” qualora esegua accertamenti sanitari (visite mediche specialistiche e esami strumentali) o acquisti determinati farmaci, sempre legati e connessi a quanto sofferto e rientranti nell’apposita elencazione approvata dalla Regione Puglia.

Il signor Giovanni, nel 2016, aveva compiuto 71 anni. Il dirigente amministrativo nella sua comunicazione del 21.11.2013 contesta alla signora Rosaria di essersi avvantaggiata economicamente di visite mediche, esami clinici e farmaci che esulavano quelli specificatamente appartenenti al “range” della sua propria prognosi.

L’avv. Umberto Di Gioia, con PEC del 09.01.2020, espone la questione nel merito chiedendo un appuntamento personale con il dirigente amministrativo territorialmente competente per la ASL per tentare di risolvere bonariamente la questione allegando sia la relativa documentazione che i file dei manifesti comparsi e affissi in ogni struttura nel corso dell’anno 2015/2016.

Tale slancio in avanti non sortisce gli effetti sperati tant’è che il 17.11.2020 (29.01.2020) lo stesso dirigente rinnova l’invio, per la signora Rosaria, ad adempiere rispondendo seppure tardivamente alla prima nota a riscontro prodotta dall’avvocato Di Gioia. Quest’ultimo, constatato che la ASL nulla eccepiva sulla posizione reddituale del marito, ha dovuto produrre un ulteriore PEC del 05.02.2021 per mezzo della quale oltre a sollevare il decorso dei termini e il sopraggiunto rimedio del silenzio-assenso ha esteso l’ambito di applicabilità del beneficio normativamente predisposto.

In effetti, la signora Rosaria usufruirebbe comunque di un’esenzione totale, nel senso che se si volesse creare il distinguo per patologia ciò non invaliderebbe il concomitante ricorrere dei presupposti contestuali, ovvero appartenenza quale “coniuge” dello stesso nucleo familiare di Giovanni, titolare di un regime integralmente esente.

Ad ogni modo il giorno 12.02.2021 un diverso direttore dello stesso distretto sanitario locale ritiene che: “per un mero errore di interpretazione, si accoglie l’istanza pervenuta con l’archiviazione della pratica”.

COMMENTO dell’Avvocato – Il senso della vittoria è l’apprezzabile constatazione di un obiettivo: evitare una prevaricazione infondata che avrebbe provocato la ridondanza non solo economica ma anche e soprattutto sociale per chi conduce una vita proporzionata non alle proprie aspettative ma alla sua condizione reddituale. Il nostro ruolo è quello di essere garanti della giustizia osservando il canale della legalità.

Avv. Umberto Di Gioia

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